Il trivio politico dilaga e la dirigenza del Belpaese (a cominciare dal quarto potere) non manca di lisciarne strumentalmente il pelo. Mentre imbecillità, presunzione e arroganza, unite all’ignoranza più becera e orgogliosamente ostentata, si vanno vieppiù affermando come consustanziale linguaggio corrente. La calcolata malafede degli “eletti” del momento, complice il pavido e silente struzzismo della sola e “unificata” classe rimasta, per lo più anziana e bene-stanziale, ci prepara, col vento elettorale in poppa, il regime prossimo venturo. O, se preferite, la più “moderna” democratura. Con tanto di rassicurante, ancorché meno moderno, uomo solo al comando. Nel frattempo, vengono sdoganati, nei luoghi istituzionali più delicati e strategici, nuovi vertici di servile incompetenza. Un coacervo “amico” di vecchi e nuovi pregiudizi, e inaudita cialtroneria, rivitalizzati, coram populo, per l’occasione: la pancia, come sappiamo, non pensa. E il “politico” le si rivolge con il “Tu” fintamente paritetico dei social, illudendola che, se verrà votato, sarà lei a comandare. E’ auto evidente che, social o meno, nulla è cambiato, sotto il sole. Esiziale polpetta avvelenata, per la salvaguardia d’una già asfittica e boccheggiante democrazia. 

Il “se fosse sarebbe” del titolo, è una citazione da un’intervista a Gandhi, a proposito dell’Europa…

Corvo Rosso (Furio Sandrini)