…Poesia e satira sono due forme espressive dell’intelligenza umana che affrontano, senza rete, l’abisso tragico e insondabile della vita. L’arte provocatoria della parola e l’amore inesauribile per la curiosità sono gli strumenti, non di rado esiziali per chi li pratica e persegue nella più trasparente indipendenza critica. Poesia e satira interrogano e indagano ogni aspetto, anche il più sospetto e scabroso, della presenza e dell’agire umano. Prive, per la sopravvivenza della propria integrità, d’indulgenze di sorta, mettono infatti alla berlina, come principale bersaglio, lo strumentale e manipolatorio divide et impera d’ogni potere temporale, iniziando dal nostro. Potere che, in nome d’una pretesa salvifica appartenenza, oggi diremmo di gregge, non si fa scrupolo di ridurre la nostra intera esistenza alla mera esecuzione dei propri abusivi e abusati obiettivi.

La recente pandemia, in questi tormentati e angoscianti giorni, ha reso solo più clamorosamente autoevidenti, insieme ai telegenici e sbandierati eroismi da ultima spiaggia, le differenze sociali e i deliri d’onnipotenza, individuali e collettivi. E, va da sé, la loro pretesa e perseguita ineluttabilità.

Così, da eterni apprendisti immor(t)ali, vittime e autori in-consapevoli del mediaticamente aggiornato mondo dei balocchi, ci regaliamo, come un sol uomo (d’affari?), allo tsunami di ritorno dell’autoassolutorio “il mercato è tutto” bellezza. Incidentalmente restituiti agli universali dictat della natura e alla sua assoluta indifferenza per il tentativo d’imporle, costi quel che costi, i nostri, ci siamo sorprendentemente ri-accorti, non tutti a dire il vero, dell’inaccettabile (sic) fragilità del pensarci liberi da ogni considerazione men che ottimistica sulla nostra condizione di esseri sedicenti superiori, ergo impunibili…

 

 Ad maiora et meliora! 

Corvo Rosso (Furio Sandrini)